Strumenti personali
Tu sei qui: Portale
Accedi


Hai dimenticato la tua password?
Nuovo collaboratore?
 

Benvenuto su Ci Siamo Anche Noi

Habib da lunedì 19 luglio è salito sul tetto. Se riesce a resistere fino a venerdì sarà un uomo libero, perché venerdì 23 è la data di scadenza dei 6 mesi massimi di reclusione nei C.I.E. Le deportazioni di tunisini ed algerini reclusi nei Centri di Identificazione ed Espulsione sono cominciate subito dopo il 12 luglio, giorno in cui il nostro governo ha stipulato un accordo con i rispettivi governi di Algeria e Tunisia che sancisce le espulsioni di tutti i connazionali internati verso i loro paesi di provenienza. Pubblichiamo due delle numerose lettere di solidarietà che gli sono arrivate dai detenuti di altri Centri, 13 nel nostro territorio, per ora.

LETTERE DAI CIE

" Fratello, resisti, fallo per tutti noi reclusi "

 

" Caro Habib,

siamo tutti con te e facciamo tutto il possibile da Gradisca. Stiamo lottando per combattere questa legge che non deve esistere e facciamo il possibile.

Molti di noi siamo in sciopero della fame, non vogliamo avere niente a che fare col direttore e le guardie, noi non vogliamo niente da loro. In tanti ci tagliamo ogni giorno come forma di protesta perché i CIE devono essere rasi al suolo.

Sappiamo che sei lì da più di 30 ore; non ti preoccupare, tieni duro perché siamo molto vicini a te e sappiamo che la tua lotta è anche la nostra lotta.

Sappiamo che il CIE di Brunelleschi è un CIE che fa schifo. Il tuo gesto è molto coraggioso, tieni duro, stiamo tutti lottando e pregando per te, speriamo che non ti succeda niente, non sei da solo.

Vogliamo anche ringraziare tutti quelli che da fuori ci stanno sostenendo per distruggere questi campi di concentramento. E' molto importante sentirvi vicini. Ci aiutiamo a vicenda dando una mano a questo ragazzo."

I detenuti del CIE di Gradisca d'Isonzo (Gorizia)

 

 

" Caro fratello tunisino,

 ti chiediamo di resistere e non mollare finché ottieni la libertà. Quello che stai facendo tu lo stai facendo anche per tutti noi extracomunitari, soprattutto per gli algerini e i tunisini che stanno subendo questo nuovo decreto per facilitare la deportazione.

Siamo sicuri che puoi resistere ancora, solo così potrai ottenere la libertà.

Siamo tutti con te nel bene e nel male. Anche noi abbiamo lottato e stiamo lottando per te e per tutti noi. Sabato abbiamo fatto la protesta e tre di noi sono già in libertà. Noi non ci fermeremo qua finchè non otterremo i nostri diritti di esseri umani e finché non distruggeremo questi lager.

Ringraziamo tutti i solidali che lì sotto stanno lottando per lui e per tutti noi.

Libertà per tutti."

I detenuti del CIE di via Corelli (Milano)

 

22 luglio: quasi 100 poliziotti e un gruppo di pompieri hanno raggiunto Habib da un'entrata secondaria e lo hanno costretto a scendere. Due automobili e un'ambulanza lo hanno portato via. Di lui non si sa più nulla.

Azioni sul documento
Sviluppato con Plone CMS, il sistema open source di gestione dei contenuti

Questo sito è conforme ai seguenti standard: